lunedì 23 novembre 2015

Intervista a Silvia Devitofrancesco


intervista a cura di Monica Coppola



Ambiziosa, testarda, sognatrice, determinata.
Intrigante, appassionante, coinvolgente, rilassante.


Speranza, passione, dolcezza, malinconia.
Ansia, tenerezza, gioia, sensibilità.


La Laurea appena conseguita.


Era una mattina di marzo. Ero uscita per dei servizi in centro ed ero rientrata verso mezzogiorno. Ho acceso il pc, poiché mancava ancora un bel po' per pranzare. Ho aperto il programma di posta elettronica e questo mi segnalava una mail. Non era pubblicità, ma la proposta di pubblicazione.


Mi ha dato maggiore fiducia in me stessa e nelle mia capacità. Mi ha fatta maturare come scrittrice, ho imparato alcuni segreti del mestiere editoriale e mi ha fatto scoprire alcune sfaccettature che non conoscevo.


Sto scrivendo molto in questo periodo. Spero di poter presto pubblicare nuovamente e di allargare i miei orizzonti letterari.


Per emozionarvi, per trascorrere alcune ore di evasione e per incuriosirvi riguardo il mondo dei codici manoscritti, patrimonio comune, ma purtroppo ancora scelta di pochi.


Una serata invernale con il rumore della pioggia in sottofondo.

lunedì 16 novembre 2015

Intervista a Loriana Lucciarini

intervista a cura di Monica Coppola



Loriana Lucciarini: complicata, solare, permalosa, generosa
Il Cielo d’Inghilterra: lieve, romantico, austeniano, delicato



Il Cielo d’Inghilterra e le sue emozioni: Soddisfazione, aspettativa, emozione, paura
Loriana Lucciarini e le sue emozioni: Il sentire malinconico i ricordi che riemergono, il sentire sussurrato la voce d’altrove, il sentire l’amore che circonda ogni cosa, l’andare in punta di piedi nell’altrui vita


L’ossessiva ricerca della linearità stilistica e musicale all’interno dei singoli paragrafi: l’intento era quello di voler dare fluidità al testo ma anche lievità e lucentezza.


Parlando con il mio futuro editore (Arpeggio Libero, ndr)ho ascoltato parole di stima nei miei confronti, pur non avendo ancora sottoposto alcun mio lavoro alla sua attenzione e avendo avuto contatti sporadici non da autrice: lì ho capito che: 
1) i racconti che pubblicavo su mEEtale erano serviti a farmi conoscere, perché lui li aveva letti; 
2) il mio impegno, dedizione e passione nel campo letterario, grazie al lavoro nel blog di Magla l’isola del libro, aveva dimostrato ampiamente le mie capacità e chi ero come persona. 
Ecco, lì ho realizzato che forse ce l’avevo fatta… poi sono passati mesi prima che si parlasse del contratto per il mio romanzo, ma non ho mai smesso di crederci!


C’è più attenzione e concentrazione nello scrivere. Sono alla ricerca del miglior risultato stilistico e narrativo. Ho più aspettativa del riscontro del pubblico e, contemporaneamente, sento di più il peso della responsabilità del mio lavoro.


  • Un romanzo scritto a due penne e quattro mani con una fantastica co-autrice (Laura Bassutti).
  • La prossima pubblicazione dell’antologia delle 4writers che uscirà con Arpeggio Libero contro il femminicidio, il mio racconto “Il coraggio di raccontare” è uno dei lavori a cui tengo di più.
  • La prossima pubblicazione con Arpeggio Libero dei volumi di favole per bambini "Di favole e di gioia" a sostegno di Emergency, un progetto che ho fortemente voluto e concretamente realizzato con tenacia e determinazione. Oltre ad aver contribuito a realizzarla fattivamente, sarò presente con il mio racconto "Storia di una gabbianella che insegnò al gatto a volare"
  • La futura pubblicazione (incrocio le dita) di altri due miei lavori: un romanzo per ragazzi e un nuovo romanzo d’amore, questa volta molto diverso da “Il Cielo d'Inghilterra”
  • Poi, continuo a scrivere: sto rivedendo alcuni testi per farne un’antologia da pubblicare su Amazon e tanti altri scritti verranno rielaborati e rieditati per future pubblicazioni. Poi ci sono le storie che aspettano me per essere scritte: un altro romance, questa volta è Coleen, la protagonista, che attende da troppo tempo e inizia a mandare segnali di impazienza. Infine un fantasy che bussa alla porta e attende che prenda la penna in mano per portersi raccontare e magari anche un noir… perché no? :-P Le idee ci sono, basta trovare il tempo!

…sognare e vibrare d’emozione. E per scoprire il bello di una storia d’amore.


“Il Cielo d’Inghilterra” è un libro passepartout: si legge in qualsiasi situazione! E’ adatto sotto l’ombrellone durante le ferie estive o davanti al caminetto acceso, nelle serate invernali. E’ consigliato prenderne dosi anche nel pomeriggio, magari durante il tea-time, ma è utile anche per abbandonare la routine quotidiana, allietando il viaggio da pendolare sui mezzi pubblici! Si può leggere al parco o in piscina, in attesa che i figli concludano l’ora di nuoto ma ha ottimi effetti anche prima di dormire perché accarezza il cuore… Insomma: non dovete fare altro che acquistarlo e iniziare a leggerlo! :-D

martedì 10 novembre 2015

Eventi: le 4writers contro il la violenza sulle donne. Aderisci e partecipa anche tu!


Le 4writers, Arianna Berna, Monica Coppola,

Silvia Devitofrancesco e Loriana Lucciarini aderiscono e partecipano all'evento web contro la violenza sulle donne

1 ORA DI SILENZIO SUL WEB

25 NOVEMBRE 2015 - ORE 13.00

 

International Day for the Elimination of violence against wOMen
WORLDWIDE SIMULTANEOUS EVENT
1 hour of cOMplete silence on web – Flash mob online

lunedì 9 novembre 2015

Intervista Arianna Berna

intervista a cura di Monica Coppola




I quattro aggettivi che sento miei sono: solare, positiva, romantica e sognatrice
Mentre quelli per descrivere il romanzo Imperfetta sono: ironico, riflessivo, sorprendente e emozionante



Le emozioni collegate a Imperfetta sono: il desiderio di realizzare un sogno, la frustrazione di vederlo infranto, la paura di affrontarlo e il coraggio di guardarsi dentro. 
Le 4 emozioni che mi caratterizzano sono abbastanza simili: l’euforia della scoperta di nuove vie, la passione e la tenacia nel rincorrere gli obiettivi, la paura di non riuscirci e la soddisfazione nel vedere i frutti di tanta fatica.



Imperfetta è nata d’estate, nella cornice della splendida Sardegna. E’ uscita dal mio inconscio quasi di forza, mi sono immedesimata nella narrazione e gli eventi prendevano forma nella stesura, quasi ci fosse una sorta di simbiosi con i personaggi.
In Imperfetta c’è molto di me, dei miei pensieri e dei sentimenti e anche se non è autobiografica, racconta una storia di vita in cui realtà e fantasia si mescolano creando emozioni e personaggi tutti nuovi.



Imperfetta a dire il vero ha avuto un percorso tortuoso prima di arrivare alla pubblicazione lo scorso luglio. Era stata selezionata per la pubblicazione da un editore di Treviso, ma ho visto il sogno infrangersi ad un passo dalla realtà a seguito di un fermo nelle attività di pubblicazione dell’editore. Nonostante la forte delusione, non potevo lasciare Imperfetta in un cassetto e ho preso la palla al balzo del concorso letterario “Il mio esordio” per dare respiro ad una intensa storia di amore verso se stessi. In seguito ho deciso di ampliare il raggio e ho regalato a Vittoria, la protagonista di Imperfetta una seconda edizione con una copertina tutta nuova su Amazon (link)



Il mio stile è in continua evoluzione, cambio e cerco di migliorare romanzo dopo romanzo. Ogni scritto è una faticosa palestra, che mi regala grandissime soddisfazioni.



La penna mi ha portato a raccontare favole per bambini, vincendo un concorso letterario “Di favole e di gioia” indetto dal blog Magla, l'isola del libro con il supporto dell’editore Arpeggio Libero a sostegno delle iniziative di Emergency, che fiorirà in una meravigliosa collana di libri illustrati in cui sarà pubblicato anche il mio racconto “La magia di Wit”
Un altro progetto con scopo benefico sta prendendo forma e si tratta di una raccolta di racconti contro il femminicidio i cui proventi saranno donati ad un centro antiviolenza. 
Infine, il terzo romanzo è già pronto per essere pubblicato e... tante, tantissime nuove idee per le prossime avventure letterarie!




Imperfetta offre l’occasione per guardarsi dentro e ritagliarsi un angolo di privacy in cui entrare in punta di piedi nella vita di una giovane donna che ha perso di vista i punti focali del suo io. Attraverso gli eventi sono narrati i processi psicologici del processo di guarigione dal condizionamento psicologico verso la libertà di essere esattamente la persona che si desidera. 



In un momento di relax, o dopo il lavoro in tram o in metro per staccare dalla routine quotidiana.

lunedì 2 novembre 2015

Novembre e il mondo delle 4writers

Immagine fonte: www.flickr.com




* Nenia di Novembre *
Al contadino, nel novembre, piace
la terra che riposa
contemplare in pace.
Al contadino, nel novembre, piace
pensare alla semente
che nei solchi giace.
Al contadino, nel novembre, piace
pei campi lavorati
camminare in pace.
(V. Masselli)







*** 



Siamo a Novembre!


Inauguriamo l'undicesimo mese dell'anno 2015


con nuovi contenuti di questo blog!




Apriamo i post di settembre con delle SEGNALAZIONI IMPORTANTI: per Arianna Berna troviamo on-line la nuova edizione del suo romanzo, inizialmente pubblicato con il titolo "Una favola imperfetta", ora semplicemente "Imperfetta", che si avvale di una veste grafica accattivamente (la copertina è favolosa, non vi pare?) e che riparte su Amazon con le recensioni azzerate e un nuovo link per l 'acquisto. 
Novità anche per "Lo specchio del tempo" di Silvia Devitofrancesco: la casa editrice LibroAperto ha rivisto la grafica della copertina e ora il romanzo si trova in vendita con una cover grafica evocativa e intrigante.

Anche le altre due writers, Monica Coppola "Viola, Vertigini e Vaniglia" (edizion BookSalad) e Loriana Lucciarini "Il cielo d'Inghilterra" (edizioni Arpeggio Libero), stanno ottenendo ottimi riscontri di vendita, aumentando la quantità di recensioni positive e di segnalazione nei blog letterari! 

Eccovi la selezione di nuovi commenti dei lettori, per incuriosirvi maggiormente e i necessari link per l'acquisto delle loro opere.


Arianna Berna “Favola Imperfetta” (selfpublishing)


Un piacevole romanzo che scorre leggero. Una storia come tante, ma scritta con passione. Le poche ore necessarie a leggerlo scorrono veloci, in fondo non c'è la smania di arrivare alla fine ma c'è il piacere di "vivere" man mano la storia della protagonista. [NicFac]
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Monica Coppola “Viola, Vertigini e Vaniglia” (edizioni BookSalad)



Una storia originale,multisensoriale, fresca, frizzante e coinvolgente: un cocktail dagli ingredienti sorprendenti, dove si mescolano profumi, ricordi, emozioni. La narrazione si snoda in un sapiente equilibrio tra lacrime e risate, ironia e commozione che incolla alle pagine.
Viola vertigini e vaniglia si legge a strati , come se si gustasse un dolce, per riflettere sui messaggi profondi che l’autrice ha disseminato utilizzando una scrittura vivace e ironica, mai scontata, capace di divertire e far riflettere al tempo stesso : sulla profondità dell’amicizia, sulla ricerca dell’autostima e del proprio posto nel mondo, sull’importanza dei sogni e delle radici della famiglia
Un romanzo “viola” che riscrive le regole del classico rosa ( l’amore qui parla sottovoce ed è un modo splendido di andare controcorrente ) arricchendolo con altri tocchi di colore che regalano alla storia profondità nuova. E originale.
[Lifeinabook]



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Loriana Lucciarini “Il cielo d'Inghilterra” (edizioni Arpeggio Libero)



“Per chi ama sognare ad occhi aperti”.
Scrittura lineare ,pulita, scorrevole ,molto gradevole alla lettura, un romanzo ben strutturato con una trama fresca e molto intrigante , che cattura il lettore dall’ incipit sino alla fine. Molto ricco di dettagli ,sia sui personaggi sia sulle ambientazioni ,lo sfondo austero dell’Inghilterra ben si staglia durante la narrazione. Un romanzo perfetto per l’estate e per chi ha voglia di sognare ad occhi aperti. Consiglio di leggerlo.
[Isabella Gravina]


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Silvia Devitofrancesco “Lo specchio del tempo” (edizioni Libro Aperto International Publishing)



Lo specchio del tempo è il primo romanzo di Silvia Devitofrancesco. La storia segue le vicende di due donne in due epoche diverse (ai giorni nostri e nel 1200), accomunate dallo stesso nome e soprattutto dalle stesse esperienze: il rapporto conflittuale col padre, l'amore per una madre scomparsa troppo presto, la paura di sentimenti irrefrenabili per persone - forse - sbagliate.

Ho trovato questo libro gradevolissimo e molto ben riuscito, specialmente per essere un debutto. La storia si segue sempre volentieri, soprattutto grazie alle narrazioni fortemente personali e coinvolgenti delle due protagoniste. Arrivata alla fine le avevo entrambe molto a cuore.

Non mi dispiacerebbe leggere altro di quest'autrice, in futuro. Consiglio il libro agli amanti dei romanzi con doppie storylines in epoche diverse, e a tutti i lettori che vogliono perdersi per qualche ora in una storia breve ma ben costruita e intensa.  [Elena Vivenzi]


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E ora parliamo dei contenuti del blog per questo mese...




Per la sezione POESIE Loriana Lucciarini ci regala un breve distico intriso d'emozione... da declamare qui 










Per la sezione RACCONTI BREVI, Monica Coppola ci offre un'esilarante storia, frizzante e divertente come la penna di questa autrice riesce ad offrire... "Io e Carolina" Da scoprire qui
 




Per la sezione RECENSIONI, Silvia Devitofrancesco illustra un classico della letteratura: "L'Abbazia di Northanger" di Jane Austen  Da visualizzare qui








Per la sezione RITRATTI Arianna Berna ci racconta la storia vera, narrata con penna lieve ma in grado di offrirci una lettura d'intensità: "Karin Losco- la malattia mi ha insegnato a vivere" da leggere qui




 
Insomma, letture per tutti i gusti...

quindi accomodatevi tra le pagine di questo blog

e buona lettura!

Le 4writers

[Poesie] - poesia di Loriana Lucciarini



Sotto il piumone soffice affondo 
lasciando altrove vagare 
malinconici pensieri 
 
©Loriana Lucciarini
 

[Racconti brevi] - Io & Carolina (di Monica Coppola)




Ho sempre viaggiato principalmente sui mezzi pubblici, sopportando scossoni, pestoni, spintoni e zaffate, che a confronto la Parigi narrata da Süskind sembrava Pitti Fragranze.
Però la durata della pazienza deve essere inversamente proporzionale all’incedere degli anni perché, qualche settimana fa, esausta e barcollante dopo l’ennesimo viaggio infinito sul bus, ho deciso di motorizzarmi anche io.
Noi di auto ne abbiamo una sola e si chiama Carolina, che ha esattamente la stessa età della nostra primogenita quindicenne. E forse, per affinità elettiva tra coscritti in preda alle medesime turbolenze ormonali, mette in pratica lo stesso comportamento imprevedibile, anarchico e a tratti irriverente. In parole povere Carolina, orgogliosa di questi anni vissuti spericolatamente e indefessamente on the road, fa beatamente quello che le pare, quando le pare. Come nostra figlia appunto.
E così un bel mattino ha deciso che le chiavi di scorta probabilmente erano una roba di serie b che lei, alla sua veneranda età e dopo anni di egregio servizio ha scelto di ripudiare.
Senza troppi complimenti si è intestardita come un mulo e a noi è rimasta una sola chiave di accensione a lei gradita, che ci passiamo uno con l’altro, avvolta in panni candidi di lino purissimo, come una reliquia.
In un secondo momento ha mandato in tilt la chiusura centralizzata in un modo tutto suo: in pratica mi costringe a chiudere a chiave ognuna delle quattro porte e poi rifare il giro di controllo, un numero x di volte, con un’ansia patologica crescente, stile Avrò chiuso il gas?
La mazzata finale è arrivata in una notte buia e tempestosa, ma poi neanche tanto perché a pensarci bene era estate, quando dei bipedi dal cervello come un gheriglio di noce l’hanno profanata sventrandole i tergicristalli come una scatoletta di tonno Rio Mare.
Per aiutarla a superare il brutto momento abbiamo iniziato ad essere più carini con lei, ognuno a suo modo.
Io ho realizzato home-made un meraviglioso calzino da basket in spugna, tutto imbottito di sale grosso, con miracolosi poteri anticondensa.
La piccola Chiara ha abbandonato nel vano portaoggetti un plumcake spiaccicato probabilmente di era mesozoica e mio marito – non ho capito perché – ha piazzato un grosso sombrero sul pianale posteriore.
E dire che in Messico non ci siamo nemmeno mai stati, né noi né tantomeno Carolina.
In attesa di scoprire che mistero si cela dietro la comparsa del sombrero, io e lei cerchiamo di barcamenarci come possiamo, considerando la mia scarsa attitudine alla guida e i suoi acciacchi.
Che tradotto sta per: io non sono Hamilton e lei non è una Ferrari.
Vogliamo stare lontane dai grattacapi e dalle infrazioni e quindi ogni mattina trotterelliamo pacifiche, ligie agli attraversamenti pedonali, ai limiti di velocità, ai gialli lampeggianti e alle precedenze a destra.
In realtà la questione delle precedenze è delicata perché io soffro di disorientamento destra sinistra e certi incroci mi ricordano quei terrificanti quiz stracolmi di macchine rosse-gialle-verdi-blu con freccette schizofreniche girate in ogni direzione.
Per essere sicura di non combinare danni con la precedenza io e Carolina siamo piuttosto galanti e generose: la diamo a destra e anche un po’ a sinistra.
Quando siamo di buonumore ci mettiamo a canticchiare.
Quindi le nostre mattine in realtà potrebbero filare lisce come l’olio se non fosse che c’è sempre qualcuno che viene a romperci i paraurti.
Una strombazzata di clacson che ti toglie dieci anni di vita, solo perché hai osato fermarti invece di spiaccicare direttamente sull’asfalto stile Willy Coyote, il nonnetto zoppo con la shopper ecologica e il Jack Russell dal collarino rosso.
Un sorpasso a tradimento su doppia striscia continua con zampillo finale a iniezione diretta nel finestrino di monossido di carbonio, idrocarburi e ossidi di azoto perché hai rallentato al giallo. Così tanto, da purificare epidermide e polmoni in un botto solo. E cancellare in un colpo di spugna, la pelle di porcellana ottenuta con l’idratante di YSL pagato a rate.
Se poi ti prende il desiderio di tentare un’arguta manovra in un parcheggio che sia diverso dalla lisca di pesce, allora la situazione si fa davvero seria.
Anche perché non appena ingrani la retromarcia e cominci a indietreggiare, quello spazio che solo pochi istanti prima sembrava ampio e confortevole, diventa angusto e ristretto, stile golfino post centrifuga.
E allora sono attimi di panico vero. Perché sei lì con il sedere dell’auto a levante e il muso a ponente, gli occhi strabuzzati e il terrore di sfiorare la scintillante SLK metalizzata che avresti giurato che un attimo prima non ci fosse, e dannazione ora è proprio a pochi centimetri dal traballante parafanghi di Carolina.
O di frantumare il fanale stile cartoon della stronzissima Smart che sembra fissarti come a dire: «Vedi? Io mi parcheggio anche tra gli interstizi di una striscia pedonale» e quasi senti il suo sogghigno malefico.
E nel frattempo tutto intorno è un karaoke di clacson che impazzano, finestrini che si abbassano, dita che si alzano e mi fermo qui, perché siamo in fascia protetta.
Allora sia io che Carolina che di solito siamo per la non violenza, decidiamo di non agire: schiaccio il tasto delle sicure, chiudo gli occhi e mi preparo al peggio.
Che arriva con le sembianze di un paffuto autocarro giallo arancio dalla bambolina tirolese che dondola allo specchietto, aggancia la fiammante SLK e se la porta via.
Nel posto libero resta il vecchietto claudicante con il Jack Russell della mattina che mi strizza l’occhio e mi mostra un cartello, ed io capisco che siamo state miracolate da un divieto di sosta.
Ammutoliti dalla scena, anche gli animi incarogniti degli altri automobilisti si placano. Del resto hanno già sfogato la dose mattutina di ira quotidiana e possono riprendere il loro tranquillo tran tran: le donne si incipriano il naso con sguardi furtivi al retrovisore, i maschietti si sistemano la cravatta.
Qualche pensionato sbuffa perché il divertimento è finito troppo presto e non resta che tornare ad osservare gli interminabili lavori dei cantieri a cielo aperto nella metropoli.
Oppure di aspettare con trepidazione il prossimo giallo lampeggiante…


©Monica Coppola

[Ritratti] - Karin Losco- La malattia mi ha insegnato a vivere (di Arianna Berna)


Karin Losco è una giovane donna che a soli diciotto anni è in grado di dare una importate lezione di coraggio, maturità e tenacia nel governare una malattia per la quale non esistono cure.
Karin è afflitta da una grave forma di patologia all’intestino che ha lasciato una testimonianza toccante in un’intervista a Vanity Fair a febbraio 2015*.
«Affrontare ogni giorno una malattia contro la quale non esistono cure significa combattere contro un mostro che alcune volte ti distrugge completamente. Ti toglie le energie e purtroppo in certi momenti riesce a strapparti anche la speranza e la voglia di vivere».
Nella sua giovane vita Karin ha dovuto già affrontare l’umiliazione di non essere compresa e non curata per il male che la divorava dentro, poiché la sua malattia era stata scambiata per un’altra e per questo erroneamente curata. «Credevano che fossi anoressica. In realtà non capivano perché non riuscivo né a mangiare né a bere nulla e allo stesso tempo a sentirmi piena. Ma se bevevo stavo male per ore, e se mangiavo qualcosa ancora peggio. Ho subito in quegli anni umiliazioni e trattamenti che non dimenticherò mai».
Il calvario era incominciato da bambina, a soli 8 anni, e nel tempo, invece di migliorare i sintomi non hanno fatto che aggravarsi. La scoperta giunge dopo sette anni, in cui il suo male prende un nome e un cognome: displasia neuronale intestinale, che come spiega la stessa Karin è «Una patologia che non consente al all’intestino di funzionare come dovrebbe».
Karin ricorda il giorno in cui le comunicarono la diagnosi «Con me ricorda Karin quel giorno c’erano i miei genitori che rimasero spiazzati dalla notizia. Si sente spesso parlare di malattie rare, ma si pensa sempre che essendo rare non possano capitare mai ai tuoi familiari o amici e che siano cose lontane da te e dalla tua vita, e invece non è così. Sapere di essere affetta da una malattia rara e grave, non è una bella prospettiva di vita, ma  mi ha fatto sentire risollevata. Mi ha tolto quel peso e quell’incertezza in cui ho vissuto per anni tra corsie di ospedali e cure sbagliate».
Karin ha reagito affrontando con coraggio la malattia, non lasciandosi sopraffare dallo sconforto.
«La malattia mi limita in molte cose. Mi costringe – racconta - a vivere alla giornata non programmando nulla. Poi passando dodici ore al giorno attaccata a un filo di flebo, molte notti ho difficoltà ad addormentarmi e di conseguenza di giorno sono molto stanca».
«Approfitto quando i dolori si attenuano per fare ciò che mi piace. Adoro leggere. Mi piace uscire e divertirmi. Quando invece sto troppo male a farmi compagnia c’è la musica. Quando sei affetta da una malattia rara non ricordi nemmeno quali siano i ritmi di una giornata normale. Quando vado a dormire spero sempre che il giorno che verrà sia accettabile e senza troppo dolore. Quando mi sveglio al mattino, invece, penso che ho a disposizione un nuovo giorno per poter vivere e che quel giorno non merita di essere sprecato. Mi spaventa il fatto che la mia malattia possa peggiorare e che potrei non riuscire più a mangiare e  a bere neanche quel poco che posso ora».
L’intervista alla giovane e saggia Karin finisce con parole di speranza e di entusiasmo che mi hanno personalmente toccato.
«Una malattia rara è vero, sconvolge l’esistenza, ma ogni giorno ti ricorda di non mollare. A volte non è facile, lo ammetto. La malattia mi ha cambiato la vita e il mio modo di affrontarla. Mi insegna ogni giorno che non bisogna lasciarsi andare. Ho imparato ad apprezzare ogni attimo di  serenità. Ogni piccola cosa che prima poteva sembrare insignificante ora  capisco che è preziosa. La vita, in fondo, anche con una malattia rara è una splendida avventura nella quale vale la pena di tuffarsi a capofitto».   

Dolce e bella Karin, dopo aver letto la tua importante testimonianza non posso che dimostrarti la stima che provo per te, augurandoti di non mollare mai.
Un in bocca al lupo infinito.

©Arianna Berna

*Notizia tratta dal sito http://www.vanityfair.it/news/italia/15/02/28/giornata-malattia-rara-storia-foto, articolo del 20 febbraio 2015 di Angela Altomare e fotografia del primo piano i Karin del medesimo articolo